La Pelosa Sardegna

La Pelosa: come si prenota, quanto costa e quando conviene andarci

La Pelosa è a 27 chilometri da noi, mezz’ora di macchina. È una delle spiagge più fotografate d’Italia e questo ha un prezzo: dal 2020 si entra solo prenotando, e in estate i posti finiscono.

Ogni anno qualche nostro ospite parte senza saperlo e torna indietro. Per questo abbiamo scritto questa pagina.

La prenotazione

Dal 15 maggio al 15 ottobre l’accesso è a numero chiuso. Fuori da questo periodo si entra liberamente e non si paga niente.

Ecco come funziona nella stagione 2026.

  • Ogni giorno entrano 1.500 persone, non una di più
  • Il biglietto costa 3,50 euro a persona
  • I bambini sotto i 12 anni non pagano e non vanno inseriti nella prenotazione
  • Una prenotazione vale per massimo 4 persone
  • Ogni account può fare una sola prenotazione al giorno

I 1.500 posti sono divisi in due gruppi. Cinquecento si possono prenotare in qualsiasi momento, anche con mesi di anticipo. Gli altri mille si aprono alle nove del mattino del secondo giorno prima: se vuoi andare venerdì, li trovi mercoledì alle nove.

Quelli a data fissa spariscono presto. A luglio e agosto, se prenoti a giugno, rischi di trovare il primo posto libero a settembre.

Dove si prenota

Sul sito ufficiale spiaggialapelosa.it. C’è anche una app che si chiama La Pelosa, per Android e iPhone.

Ti registri con email e password, scegli il giorno, e da quel momento hai trenta minuti per pagare. Se non paghi entro mezz’ora la prenotazione salta e i posti tornano liberi per gli altri.

Dopo il pagamento ricevi un codice QR. Lo mostri all’ingresso e ti danno un braccialetto biodegradabile, di colore diverso a seconda del giorno della settimana.

Attenzione ai siti che non sono quelli

Girano portali non ufficiali che vendono l’ingresso alla Pelosa a più di dieci euro. Il Comune di Stintino ha avvisato che l’unico canale autorizzato è spiaggialapelosa.it.

Se stai pagando più di 3,50 euro a persona, sei sul sito sbagliato.

Se arrivi senza prenotazione

Non entri. Il controllo è attivo dalle otto alle diciotto e vale per tutti, anche per chi arriva a piedi o in bicicletta.

Dopo le diciotto invece si entra senza restrizioni. Se sei in zona nel tardo pomeriggio di una giornata piena, quella è la finestra.

Il parcheggio si paga a parte

Questo è l’equivoco che manda in bestia più gente. Il biglietto della spiaggia e il parcheggio sono due pagamenti separati. Aver pagato il posto auto non ti dà diritto a entrare, e viceversa.

Le strisce blu sono lungo il viale e vicino alla Pelosetta. Le tariffe cambiano con il mese e con il giorno.

  • Giugno e settembre: 1,50 euro l’ora nei feriali, 2 euro il sabato e la domenica
  • Luglio e agosto: 2 euro l’ora nei feriali, 2,50 il sabato e la domenica

Si paga dalle otto alle venti, festivi compresi. Di notte è gratis. Al parcometro accettano monete e carte, oppure paghi con EasyPark o MooneyGo.

Più lontano, verso Capo Falcone, ci sono aree sterrate gratuite. Camminando qualche minuto in più risparmi.

Senza macchina

C’è la linea di autobus ARST 727, che collega Sassari, Porto Torres e Stintino e arriva fino al capolinea della Pelosa. Gli orari cambiano ogni estate, quindi controlla sul sito ARST prima di contarci.

Da Stintino alla spiaggia sono tre chilometri, percorribili anche in bicicletta. Ma anche in bici serve la prenotazione.

Le regole in spiaggia

Sono poche e le fanno rispettare. Barracelli e polizia municipale girano sul viale e sull’arenile.

  • Il telo non si stende sulla sabbia. Serve una stuoia sotto. Le vendono i venditori lungo la strada per pochi euro. La regola esiste perché l’asciugamano porta via la sabbia quando lo scuoti
  • I piedi si risciacquano prima di uscire. Ci sono 24 lavapiedi sulle passerelle. Vietato usare sapone o shampoo
  • Non si fuma sull’arenile. Si può nelle aree dedicate, sulle passerelle e sul viale
  • Non si portano via sabbia, sassi e conchiglie
  • I cani non possono entrare dalle otto alle venti

Le multe per queste regole vanno da 25 a 500 euro. Portare via la sabbia è un’altra cosa: lì si applica il Codice della Navigazione e si arriva fino a 3.000 euro.

Cosa trovi sul posto

Bagni e docce ci sono. Se hai il biglietto li usi gratis, altrimenti paghi 50 centesimi per i servizi e 60 per la doccia.

Lettini e ombrelloni si noleggiano dagli stabilimenti autorizzati. Non si prenotano online: bisogna presentarsi di persona la mattina presto. Il prezzo lo trovi sul posto, e in alta stagione non è basso.

Ombra naturale non ce n’è. Se non noleggi, portati qualcosa.

Chioschi e bar sono nei pressi, con i prezzi che ti aspetti da una spiaggia così. Molti si portano acqua e pranzo, e le borse frigo si possono portare.

Quando andarci

La differenza tra una bella giornata alla Pelosa e una giornata sprecata sta in due cose: l’ora e il vento.

L’ora

Dalle dieci e mezza in poi il parcheggio è pieno e la spiaggia anche. Se vieni ad agosto, o arrivi entro le otto o le otto e mezza, oppure vai dopo le sei di sera quando il controllo è finito.

Il mese

Giugno e la prima metà di settembre sono i periodi migliori. Meno gente, mare caldo, e i posti si trovano ancora. A settembre l’acqua è più calda che a giugno.

Ad aprile, maggio e ottobre il posto è bello per una passeggiata, ma alcuni servizi sono chiusi e l’acqua è fresca. In compenso, fuori dal 15 maggio-15 ottobre, non si paga e non si prenota.

Il vento, che è la cosa che quasi nessuno spiega

Qui il vento dominante è il maestrale, che arriva da nord-ovest. La Pelosa è protetta da Isola Piana e dall’isolotto della torre, quindi con il maestrale resta calma. È il motivo per cui la vedi sempre nelle foto con l’acqua ferma.

Il problema è il grecale, che viene da nord-est. Con quello l’acqua si increspa, diventa torbida e porta a riva la posidonia. La spiaggia resta bella, ma non è quella delle fotografie.

La regola pratica per questa costa è semplice:

  • Con il maestrale vai sul lato di Stintino: Pelosa, Le Saline, Ezzi Mannu
  • Con lo scirocco o il levante vai sul lato nostro, quello della Nurra: Porto Palmas, Argentiera

Controlla il vento la sera prima su Windfinder o Windguru e decidi la mattina. Noi facciamo così.

Se è tutto esaurito

Capita, soprattutto a luglio e agosto. Queste sono le alternative che consigliamo ai nostri ospiti.

Restando dalle parti di Stintino

La Pelosetta è subito accanto, guarda la stessa torre e la stessa isola, ed è più piccola e tranquilla. Le Saline è lunga, sabbia bianca, in gran parte libera, e non si riempie mai come la Pelosa. Ezzi Mannu ha il fondale basso e va bene con i bambini, anche se dietro si vede la centrale. Cala Lupo è sassi e scogli, buona per lo snorkeling e quasi sempre vuota.

Dalla nostra parte, molto più vicino

Porto Palmas è a pochi minuti da qui. Baia a mezzaluna, sabbia chiara con sassolini, fondale basso e sabbioso, parcheggio grande e un punto ristoro. È riparata dal maestrale meglio delle altre di questo lato. Quando la Pelosa è piena, è lì che mandiamo la gente.

La spiaggia dell’Argentiera è a 12 chilometri, due mezzelune di sabbia scura dentro il vecchio villaggio minerario. Non è il posto per una giornata di mare classica, ma vale la visita.

Rena Majore è a 7 chilometri, la più vicina in assoluto. Ti avvisiamo però: dal parcheggio c’è un sentiero ripido di quindici o venti minuti. Non ci sono servizi. Con i bambini piccoli o con l’ombrellone e la borsa frigo è faticosa.

Cosa c’è intorno

La torre della Pelosa è quella che vedi sull’isolotto davanti alla spiaggia. È del Cinquecento e ci si arriva a nuoto dalla Pelosetta. Molti lo fanno.

La torre del Falcone sta in cima al promontorio, si raggiunge con un sentiero nella macchia, e da lassù vedi l’Asinara, Isola Piana e Capo Caccia.

L’Asinara è un parco nazionale e ci si va in traghetto. Da Stintino si parte da Porto Nuovo e si arriva a Fornelli in mezz’ora scarsa. Da Porto Torres si arriva a Cala Reale in circa un’ora e mezza. L’auto non si sbarca: sull’isola ci si muove a piedi, in bici, in bus o con le jeep. Le escursioni organizzate partono da Stintino e vanno prenotate.

Stintino paese è nato il 14 agosto 1885, quando gli abitanti dell’Asinara furono trasferiti qui. Ci sono i due porti, i gozzi a vela latina, e il museo della tonnara in via Lepanto, che racconta la pesca del tonno nel golfo. Si mangia bene, pesce soprattutto.

Domande veloci

Ne vale la pena, con tutta quella gente e quello che si paga?

Dipende da quando ci vai. A mezzogiorno di ferragosto è affollata e ti sembrerà di aver pagato per stare stretto. Alle otto del mattino di fine settembre è un’altra cosa. Il mare è quello delle fotografie, ma solo se scegli il momento.

C’è ombra?

No, ombra naturale non ce n’è. O noleghi un ombrellone dagli stabilimenti, o te ne porti uno.

Ci sono bagni e docce?

Sì. Se hai il biglietto li usi senza pagare, altrimenti sono 50 centesimi i servizi e 60 la doccia.

L’acqua è sempre bassa e calma?

Bassa sì, per decine di metri. Calma quasi sempre, tranne quando tira grecale da nord-est: allora si increspa e diventa torbida.

Si può arrivare alla torre?

Sì, a nuoto dalla Pelosetta. La torre è sull’isolotto davanti alla spiaggia e in molti ci vanno.

Si può fare snorkeling?

Sì, ma devi andare più al largo dove il fondale scende. Metti le scarpette, ci sono scogli e ricci.

Si può portare il cane?

Non dalle otto alle venti. Fuori da quelle ore sì.

In bassa stagione è gratis?

Sì. Fuori dal 15 maggio-15 ottobre non c’è né prenotazione né biglietto.

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